Eros e Psiche

Il corpo illumina il sentimento e la ragione

La magia dei miti, come quello di Eros e Psiche, mi ricorda e mi riporta alla mia storia personale, alla storia dell’essere umano. In essi si ritrovano sia i conflitti intrapsichici, sia le indicazioni per la soluzione degli stessi.

Il lavoro che presento è il risultato di un’intuizione che successivamente ho elaborato sulla mia esperienza.

Esso testimonia come la Biopsicosintesi, non solo studiata ma agita personalmente, fa maturare i “frutti” dell’individuo quando quest’ultimo, fiduciosamente, rispetta le sue tappe ed i propri tempi. Il costante ed attento allenamento che l’essere umano deve compiere, trasmesso da Assagioli nel suo motto “Conosci, possiedi, trasforma te stesso”, sul sentiero della prova biopsicospirituale, sottende le prove iniziatiche che l’individuo deve affrontare in modo nuovo, anche al fine di realizzare un’individuazione al femminile. È solo quando l’individuo si sperimenta e le sa cogliere chinandosi a loro, che consegue un’alchimia, una completezza della propria essenza. In altre parole, l’individuazione al femminile per me è il bisogno di riunire e successivamente creare delle sintesi seppur parziali.

Così, riconoscendomi in cammino sul sentiero della prova biopsicosintetico, quale occasione migliore di questo Convegno per compiere un ulteriore passo avanti.

Colto come opportunità di crescita, ho intuito, dopo tanto tempo, una possibilità di unire e di utilizzare alcuni dei molti disegni spontanei da me eseguiti e raccolti negli anni. Essi, come riporta Kandiski nel suo libro Lo spirituale nell’arte, esprimono la bellezza interiore che segue la legge della necessità interiore, rinunciando alla “bellezza” esteriore, alla dimensione esteriore convenzionale, quella estetica. Una rinuncia che porta all’espressione dell’io.

Leggere, rileggere e meditare sul mito di Eros e Psiche mi servì sì per comprenderlo, ma principalmente per sentirlo vivo in me, nel mio corpo e nel mio animo.

Quando un’idea colpisce la coscienza in quanto Piace, l’innamoramento si manifesta anche nel corpo: sentimento espresso dalle vibrazioni energetiche come i brividi o l’aumento del battito cardiaco. Dopo questo primo contatto interviene il lavoro della mente razionale che deve mettere alla prova l’idea per verificarne la validità.

Sappiamo bene come il linguaggio dei colori e delle forme spontanee rivela ciò che l’individuo avverte, sente, ascolta e soprattutto accoglie anche dallo stesso linguaggio corporeo, anche quando, tramite un disagio fisico, le sue cellule rivelano le molte informazioni raccolte e registrate nel corso degli anni.

Abbandonarmi alle percezioni corporee ed agli stati emotivi è ciò che Kandisky chiama il principio della necessità interiore; è ciò che Assagioli definisce identificazione a volte necessaria prima per “perdersi” e poi per disidentificarsi. Un avvenimento nel quale l’io osservatore dell’individuo coordina tramite la volontà il materiale osservato: come fa un auriga quando governa una biga con più cavalli tramite le redini.
In termini pratici ciò significa che l’energia Lipidica, che noi conosciamo come Piacere, può essere infusa non solo in un altro corpo fisico ma anche prima nei pensieri e poi nelle azioni che ci soddisfano compiendo così “l’innamoramento” tra “sentimento e ragione” facendoci ritrovare energie nuove da utilizzare nel nostro quotidiano.